Epifania in Piazza della Repubblica (FI)

- 6 Gennaio 2014 -

Epifania in Piazza della Repubblica (FI)

Piazza della Repubblica è il centro della città sin dall’epoca romana.

Qui, esattamente dove si trova la Colonna dell’Abbondanza, si incontravano il cardo e il decumanus maximi e vi si apriva il grande foro: il Cardo corrisponde a via Roma, via Calimala e via Por Santa Maria, invece il Decumano corrisponde a via del Corso, via degli Speziali e via degli Strozzi.

Tracce archeologiche sono state ritrovate all’epoca delle demolizioni ottocentesche, come resti di edifici, di un complesso termale verso sud, di edifici di culto. Via del Campidoglio e via delle Terme per esempio furono nominate in seguito ai rispettivi ritrovamenti archeologici.

Sul lato meridionale si apriva un arco d’ingresso, mentre il lato nord era delimitato da un muro di recinzione; a est e sud si trovavano edifici pubblici; il tempio Capitolino era a ovest. In un secondo momento, verosimilmente l’epoca adrianea, l’area venne monumentalizzata ulteriormente, rialzando e allungando la piazza, con una nuova pavimentazione in marmo lunense più alta di circa un metro e mezzo. Vi si aprivano alcune porte con gradini e un portichetto con statue di magistrati e imperatori.

Il Capitolium (I secolo a.C.-I secolo d.C.) era più o meno dove oggi stanno i portici, posto su un podio quadrangolare di circa tre metri, accessibile da scalinata, del quale restano le fondazioni.

L’aspetto attuale della piazza è causa degli interventi urbanistici attuati a seguito della proclamazione di Firenze capitale d’Italia (1865-71). In particolare i lavori a piazza della Repubblica ebbero luogo tra il 1885 e il 1895. Quel periodo, che stravolse l’assetto di buona parte del centro cittadino è conosciuto come il periodo del Risanamento.

La decisione di ampliare la piazza comportò la distruzione totale di edifici di grande importanza: le torri medievali, le chiese, le sedi corporative delle Arti, alcuni palazzi di nobili famiglie, nonché botteghe artigiane e abitazioni.

La città subì di fatto una enorme perdita, in minima parte risarcita dal salvataggio di monumenti come la Loggia del Pesce del Vasari che viene smontata e rimontata in piazza dei Ciompi.

Nel 1888, dopo la demolizione delle catapecchie del centro del mercato, era riapparsa l’antica piazza del Mercato Vecchio, con la Loggia, la Colonna dell’Abbondanza e la chiesa di San Tommaso, ma agli oculati restauri si preferì procedere con uno smantellamento più radicale.

Il 20 settembre 1890, con i cantieri ancora aperti per ricostruire i palazzoni nella piazza, venne inaugurato alla presenza del re il monumento a Vittorio Emanuele II a cavallo, che diede il nome di allora alla piazza.

I palazzi che sorsero nella nuova piazza, definiti amaramente da Telemaco Signorini porcherie, seguivano la moda eclettica del tempo ed erano stati progettati da architetti allora molto in voga: Vincenzo Micheli, Luigi Buonamici, Giuseppe Boccini. A seguito di questa trasformazione, la piazza divenne una sorta di “salotto buono” della città; vi si affacciarono fin da allora palazzi signorili, alberghi di lusso, grandi magazzini ed eleganti caffè, tra cui il noto Caffè Le Giubbe Rosse, luogo d’incontro e di scontro di letterati ed artisti di grande fama.

 


 

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by Romano Lovari

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